Una verticale di Bisol1542 per scoprire il Prosecco: la Docg più venduta al mondo
Re indiscusso delle wine list di bar e wine bar, il prosecco ha una produzione che solo lo scorso anno ha sfiorato gli 800 milioni di bottiglie e si conferma la prima denominazione enologica italiana nonché lo spumante più venduto al mondo. Il consumo di prosecco coinvolge anche una non trascurabile fetta di consumatori appartenenti alla Generazione Z ed è anche a questo mercato che punta Bisol1542, la linea di etichette della famiglia Bisol, che appunto dal 1542 produce prosecco nel Valdobbiadene.
Entrata nel Gruppo Lunelli, Bisol1542 vanta 100 ettari dislocati nelle zone più vocate della denominazione, ed è impegnata da dodici generazioni nella produzione di vino spumante. Una verticale organizzata all’hotel Rome Cavalieri, sede romana di Bibenda, è stata l’occasione per scoprire in anteprima l’ultima annata (2023) di Crede, Prosecco Superiore Brut, che, come gli altri vini della cantina Bisol1542, segue un sistema d’allevamento tradizionale con doppio capovolto da vigneti ripidi, o eroici. Per produrre Prosecco Superiore, quello cioè proveniente dalle zone più alte del Conegliano Valdobbiadene, servono circa 900 ore annue per ettaro, una stima che si dimezza se si guarda alle produzioni in pianura. Altro focus della produzione dei Bisol è quello di condurre una viticoltura dall’approccio sostenibile, capace anche di incrementare la biodiversità dei vigneti arricchendo i terreni di piante e fiori autoctoni e prendendosi cura dei boschi circostanti. Infine, le etichette di Bisol1542 si caratterizzano per i prezzi non eccessivamente impegnativi, a fronte di prodotti sartoriali.
Se Crede è un vino proveniente da terreni argillosi, dai sentori agrumati e floreale, mela e pera, pulito al palato e cremoso, Relio è l’Extra Brut dal vigneto Rive di Guia, uno dei vigneti più verticali ed esposto a nord. Anche quest’ultimo ha note fruttate e floreali, una piacevole freschezza e vivacità al palato. I Gondolieri è un Brut Millesimato nato per omaggiare Venezia, con una bassa gradazione alcolica. Un vino innovativo, realizzato con il mosto d’uva del vigneto senza zuccheri aggiunti. L’Extra Dry Molera proviene da suoli morenici, ossia ricchi di morene, residui di rocce delle glaciazioni che sono scese verso la pianura. Molera è un vino con un residuo zuccherino lievemente più alto che ben si lega bene con le sue note sapide, dalla trama morbida e setosa.
Discorso a parte va fatto per il Cartizze Dry, uno spumante da vigneti con una posizione privilegiata e in un microclima particolare, a metà strada tra il mare e Cortina, che gode sia dall’aria temperata del mare che di quella fredda delle Dolomiti. Questo, in aggiunta al suolo di matrice sia arenaria che morenica, permette di sprigionare tutte le sue qualità, esaltate anche dal fatto di poter lasciare dai 10 ai 15 giorni in più le uve a maturare sulle bucce, creando un vino tra i più dolci pur non essendo un passito e che non perde la sua acidità. Infine, Jeio, dal nome del nonno di Gianluca Bisol, Desiderio Bisol, chiamato Jejo dagli amici, un prosecco Superiore Brut o Extra Dry che incarna a pieno lo spirito del tempo.
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