Casa Tobago a Milano: il progetto raccontato dagli architetti
Uno spazio polifuzionale, con arredi vintage e rivestimenti che stabiliscono un dialogo fra elementi di modernariato e contemporanei

Casa Tobago, locale polifunzionale dagli ampi spazi e dalle diversificate proposte per l’aperitivo e l’after-dinner, nasce per essere, nei locali adiacenti a quelli che ospitavano il mitico club Plastic, un punto di riferimento della vita serale e notturna del capoluogo lombardo. Gli spazi sono stati reinterpretati da Alessandro Mario Cesario, autore del concept e socio fondatore, insieme a Christian Brigliadoro, in collaborazione con l’architetto Luca Piccinno.

Casa Tobago presenta materiali, colori e finiture in grado di definire un interior design accogliente e funzionale. A caratterizzare il progetto, due cucine a vista con banconi di marmo rosso Alicante per assistere alle preparazioni, cocktail bar, griglieria all’ingresso e sala adiacente dedicata alla pizza e ai lievitati, che si snodano all’interno dell’ampio spazio interno completo di dehors verde.

L’ampio bancone accoglie l’ospite e invita alla convivialità su comodi sgabelli, al contrario dello spazio dedicato allo speakeasy cocktail bar, arredato con divanetti: qui l’ambientazione è più intima ed è sottolineata dalla luce soffusa. L’illuminazione artificiale riveste un ruolo importante per ricreare le atmosfere della notte, così come quelle rilassate, mentre ai banconi è stato affidato il compito di accentrare tutte le attività. Gli impianti volutamente a vista sono accostati con effetto contrastante a morbidi tessuti e oggetti di diversa provenienza, cercati nei mercati di tutta Europa, per creare un allure vintage, fra modernariato e contemporaneo.

I tessuti e le carte da parati a righe Regimental, così come la palette dei colori nei toni della terracotta e del verde, non sono solo complementi, ma costruiscono volumi e dividono gli ambienti. Le applique, le imbottiture delle sedie, i divani del banco di somministrazione, il baldacchino che accoglie il bancone e gli ospiti sotto un’intima tenda, così come i marmi dei tavolini da caffè e del bancone concorrono a definire lo spazio nel suo insieme, tanto quanto le stampe inglesi e orientali, le foto in bianco e nero di icone musicali anni Settanta, i diari di viaggio, i ritratti dallo charme coloniale tipico delle Guest House, unitamente ai richiami rock anglosassoni.
Gli arredi sono in larga parte “tailor made” disegnati da Alessandro Mario Cesario e Luca Piccinno, i tessuti e i componenti sono realizzati e selezionati da Cesario. Importanti portali laccati nero lucido dividono le tre sale e solo attraverso una porta con campanello e spioncino si accede allo speakeasy: una stanza segreta con morbidi divanetti e moquette, illuminata dalla flebile luce dei paralumi integrati agli schienali dei divanetti. Ancora diversa l’ambientazione del club Rosario Amaya, inspirata alla celebre cantante spagnola, dove frange, velluti, moquette e rivestimenti dei muri proiettano il visitatore in un’atmosfera déco.
Il dehors è l’ultimo step del restyling del locale eseguito da Alessandro Mario Cesario. L’effetto sorpresa è assicurato dalla folta vegetazione che invade il cortile, simile a un living all’aperto. Uno spazio utilizzabile in tutte le stagioni, immerso nel verde, in cui divani, poltrone insieme a quadri e oggetti creano un’atmosfera vibrante. Gli interni contaminano gli esterni e viceversa, creando una connessione che esalta la continuità di stile e di dettagli. 200 metri quadrati in tutto con pedana in legno, e ricoperti da tende, già presenti sulla facciata.
L’arredo è composto da tavoli in resina, su disegno di Luca Piccinno e Alessandro Mario Cesario, sedie in paglia, cuscini e le lampade custom made senza filo. Verde, rosso aragosta e nero sono i colori dominanti in abbinamento a quelli dell’interno del locale. Con la bella stagione, vetrate e tendaggi rimangono aperti senza soluzione di continuità con la zona lounge e la zona living per la cena.

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