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L’eccellenza del beverage a Mixology Experience
Mixology Experience 2025 cover
Dal 5 all’8 maggio 2025, all’interno di Tuttofood a Fiera Milano Rho, torna l’evento di riferimento per la bar industry. Con oltre 300 espositori, un ricco programma di incontri, grandi ospiti e la seconda edizione degli Awards

Fervono i preparativi per Mixology Experience. L’appuntamento con la manifestazione di riferimento per il mondo del beverage, giunta alla sua quarta edizione, è dal 5 all’8 maggio 2025 all’interno di Tuttofood 2025 a Fiera Milano. Una sinergia che rafforza ulteriormente il legame tra il mondo della bar industry e quello del food business.

Tanti gli eventi nell’evento che animeranno la manifestazione. Tra questi la seconda edizione degli Awards, i premi dedicati all’eccellenza negli spirit e assegnati da una giuria di esperti del settore. Tre le categorie di prodotti previste dal concorso: Amaro Awards, con la premiazione del Best amaro, Best amaro marittimo, Best amaro di montagna, Best idea/concept, Best packaging; Grappa Experience Awards, con la premiazione della Best grappa giovane, Best grappa invecchiata, Best grappa riserva, Best innovation, Best idea/concept, Best packaging; Vermouth Awards, dove verranno premiati il Best vermouth rosso, Best vermouth bianco, Best vermouth dry, Best idea/concept, Best packaging.

Le candidature sono aperte fino al 31 marzo 2025 sul sito Bartender.it e la premiazione si svolgerà sul main stage di Mixology Experience, nel padiglione 14 della Fiera, rendendo i vincitori protagonisti di un palcoscenico esclusivo.

«Gli Awards rappresentano una straordinaria opportunità di visibilità per i produttori, ma anche un’occasione di confronto e valorizzazione delle eccellenze del settore – spiega Luca Pirola, ideatore di Mixology Experience e fondatore di Bartender.it -. Le aziende partecipanti avranno la possibilità di far giudicare i propri prodotti da una giuria di esperti, che valuterà le proposte non solo per le qualità organolettiche, ma anche per l’idea, il concept e il packaging, in un’analisi attenta alle esigenze del mercato contemporaneo».

Oltre 300 espositori, incontri e grandi ospiti

Nel padiglione interamente dedicato al mondo beverage di Mixology Experience, i professionisti troveranno oltre 300 brand con le loro proposte, con un’ampia panoramica su quanto di meglio offre il mercato, dai distillati, liquori, amari, bitter, vermouth e aperitivi ai soft drink, dagli sciroppi alle soluzioni per i mocktail, da birra, bollicine e acqua al caffè.

Molto ricco, come di consueto, il programma di seminari, workshop e incontri di approfondimento su diverse tematiche, come:

  • Il Bar del Futuro, tecnologie e previsioni
  • Coffee Mixology, il mondo della miscelazione con il caffè
  • No&Low Alcohol a tutto i campo
  • Il legame tra spirits e turismo
  • Il rapporto tra distillati, liquori e spirits ed il mondo agroalimentare
  • Socialità e inclusività nel mondo del lavoro.

Ma non solo, perché a rendere ancora più ricco l’appuntamento ci saranno anche grandi ospiti nazionali e internazionali: personalità di primo piano del mondo del bere miscelato, come lo staff del The Connaught Bar di Londra, dell’industria e della distribuzione.

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Tales of Italy, la collezione Lavazza che rinnova la tradizione dell’espresso
Tales of Italy Lavazza
Certificata Iei, la nuova gamma omprende quattro miscele ispirate ad altrettanti luoghi iconici della tradizione italiana del caffè. Presentata una ricerca che approfndisce il rapporto tra gli italiani e la colazione al bar

È nata per rinnovare le ricette dei classici della caffetteria in chiave contemporanea Tales of Italy, la nuova collezione di miscele firmate Lavazza per i professionisti della tazzina. Collezione composta da quattro referenze in grani (formato 1 kg), Galleria, Canal Grande, Trastevere e Riviera di Chiaia, ispirate a quattro luoghi iconici della Penisola, rispettivamente, Milano, Venezia, Roma e Napoli, che rappresentano un’evoluzione del classico espresso italiano e pensate per andare incontro ai nuovi gusti di una clientela finale sempre più esigente.

Le miscele Tales of Italy, le prime di Lavazza con il bollino Certified Italian Espresso dell’Istituto Espresso Italiano (Iei), che identifica il vero espresso italiano, sono state infatti studiate per offrire un espresso dal gusto rotondo ed elegante, con i loro bouquet aromatici unici, frutto delle innovazioni presenti nelle proposte, come la fermentazione della Robusta, processo che scompone gli zuccheri e sprigiona sapori e note esotiche, e la Cereja Apassita, la ciliegia di caffè maturata a lungo sulla pianta, che invece dona un profilo gustativo più complesso, caratterizzato da una dolcezza naturale e avvolgente.

Andando più nel dettaglio, Galleria è una miscela tostata chiara di caffè 100% Arabica, provenienti da piantagioni montane in Centro America, Sud America e Africa, certificate Rainforest Alliance, e arricchita dalla Cereja Apassita. Ha un profilo complesso, dall’avvolgente dolcezza caratterizzato da note di miele e uvetta.

Canal Grande è invece composta da un 30% di Robusta lavata da diverse parti dell’Asia e fermentata, e per il 70% da Arabica del Centro America. Dalla tostatura media, ha un retrogusto rotondo e note aromatiche di cioccolato e mandorla.

Tostatura media anche per Trastevere, preparata con 50% Robusta lavata e fermentata, sempre di provenienza asiatica, e 50% di Arabica naturale del Centro America. A caratterizzarla è la dolcezza intensa e profonda, con note aromatiche di cioccolato e nocciola e un retrogusto persistente con note esotiche e vinose

Infine, Riviera di Chiaia, composta per il 20% da Arabica e per l’80% da dal Sud America e Asia, tostate scure, e che spicca per il gusto intenso dalle note di cioccolato fondente, spezie e caramello.

Inediti abbinamenti

Lavazza ha accompagnato il lancio di Tales of Italy, a Moebius di Milano, con la proposta di una “colazione inaspettata” in collaborazione con il pastry chef Fabrizio Fiorani, che ha elaborato quattro creazioni ad hoc, partendo da una rivisitazione di dolci classici della colazione italiana, in abbinamento alle miscele.

Il miglior Risotto di Milano, reinterpretazione in chiave dolce dell’iconico piatto della tradizione milanese, è stato abbinato a Ode a Milano, un cappuccino con la miscela Galleria, in cui agrumi, canditi e frutta secca incontrano la crema pasticcera per una creazione che ha racchiuso tutta l’anima del panettone milanese. Il mio Maritozzo 2.0, rivisitazione del dolce cult romano proposto in forma quadrata, ha accompagnato un espresso con Trastevere. Qualcuno ha detto Tiramisù per colazione?, con il quale il pastry chef ha trasformato il tiramisù in dolce da colazione, è stato proposto in pairing con Ode a Venezia, cappuccino con miscela Canal Grande. Cosa direbbero a Napoli?, una reinterpretazione della sfogliatella dove il croccante lascia spazio alla cremosità, è stato abbinato a un espresso Riviera di Chiaia.

Colazione al bar vera passione per gli italiani

Nell’occasione sono stati divulgati anche i risultati di un’indagine Eumetra, commissionata da Lavazza, che approfondisce il rapporto tra gli italiani e la colazione al bar e che fornisce interessanti spunti agli operatori dei locali. L’indagine ha evidenziato come il primo pasto della giornata sia un’abitudine consolidata per gli italiani, che viene consumato, a casa o fuori, dal 98% delle persone. Ben 5 su 10 fanno colazione fuori casa almeno una volta al mese e il 20% più volte a settimana. Il 66% degli intervistati considera la colazione fuori casa un momento di piacere e socialità essenziale, ma tra le altre principali motivazioni spiccano il gusto del caffè al bar (24%), l’ampia scelta di cibi e bevande (24%) e il risparmio di tempo (19%). I bar si confermano il luogo prediletto (59%), seguito da pasticcerie e caffetterie (24%).

Riguardo i criteri di scelta del luogo dove consumare la colazione, al primo posto c’è la qualità del caffè (36%), in particolare a Roma e Napoli, dove la percentuale sale al 43% e al 47%. Tra le bevande che si consumano abitualmente nella colazione vince il cappuccino (34%), seguito dall’espresso (27%) che però è la bevanda preferita a Napoli con il 34%, e dal caffè macchiato (14%) che ha il maggior tasso di preferenza a Venezia (18%).

Inoltre, il 95% degli italiani accompagna le bevande a una proposta food, e, tra le opzioni stravince il dolce, con brioche o cornetto (76%), seguito da pasticceria fresca dolce (30%), ma emerge anche una preferenza per i prodotti salati per il 14%.

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Casa Tobago a Milano: il progetto raccontato dagli architetti
Uno spazio polifuzionale, con arredi vintage e rivestimenti che stabiliscono un dialogo fra elementi di modernariato e contemporanei

Casa Tobago, locale polifunzionale dagli ampi spazi e dalle diversificate proposte per l’aperitivo e l’after-dinner, nasce per essere, nei locali adiacenti a quelli che ospitavano il mitico club Plastic, un punto di riferimento della vita serale e notturna del capoluogo lombardo. Gli spazi sono stati reinterpretati da Alessandro Mario Cesario, autore del concept e socio fondatore, insieme a Christian Brigliadoro, in collaborazione con l’architetto Luca Piccinno.

Casa Tobago presenta materiali, colori e finiture in grado di definire un interior design accogliente e funzionale. A caratterizzare il progetto, due cucine a vista con banconi di marmo rosso Alicante per assistere alle preparazioni, cocktail bar, griglieria all’ingresso e sala adiacente dedicata alla pizza e ai lievitati, che si snodano all’interno dell’ampio spazio interno completo di dehors verde.

L’ampio bancone accoglie l’ospite e invita alla convivialità su comodi sgabelli, al contrario dello spazio dedicato allo speakeasy cocktail bar, arredato con divanetti: qui l’ambientazione è più intima ed è sottolineata dalla luce soffusa. L’illuminazione artificiale riveste un ruolo importante per ricreare le atmosfere della notte, così come quelle rilassate, mentre ai banconi è stato affidato il compito di accentrare tutte le attività. Gli impianti volutamente a vista sono accostati con effetto contrastante a morbidi tessuti e oggetti di diversa provenienza, cercati nei mercati di tutta Europa, per creare un allure vintage, fra modernariato e contemporaneo.

I tessuti e le carte da parati a righe Regimental, così come la palette dei colori nei toni della terracotta e del verde, non sono solo complementi, ma costruiscono volumi e dividono gli ambienti. Le applique, le imbottiture delle sedie, i divani del banco di somministrazione, il baldacchino che accoglie il bancone e gli ospiti sotto un’intima tenda, così come i marmi dei tavolini da caffè e del bancone concorrono a definire lo spazio nel suo insieme, tanto quanto le stampe inglesi e orientali, le foto in bianco e nero di icone musicali anni Settanta, i diari di viaggio, i ritratti dallo charme coloniale tipico delle Guest House, unitamente ai richiami rock anglosassoni.
Gli arredi sono in larga parte “tailor made” disegnati da Alessandro Mario Cesario e Luca Piccinno, i tessuti e i componenti sono realizzati e selezionati da Cesario. Importanti portali laccati nero lucido dividono le tre sale e solo attraverso una porta con campanello e spioncino si accede allo speakeasy: una stanza segreta con morbidi divanetti e moquette, illuminata dalla flebile luce dei paralumi integrati agli schienali dei divanetti. Ancora diversa l’ambientazione del club Rosario Amaya, inspirata alla celebre cantante spagnola, dove frange, velluti, moquette e rivestimenti dei muri proiettano il visitatore in un’atmosfera déco.
Il dehors è l’ultimo step del restyling del locale eseguito da Alessandro Mario Cesario. L’effetto sorpresa è assicurato dalla folta vegetazione che invade il cortile, simile a un living all’aperto. Uno spazio utilizzabile in tutte le stagioni, immerso nel verde, in cui divani, poltrone insieme a quadri e oggetti creano un’atmosfera vibrante. Gli interni contaminano gli esterni e viceversa, creando una connessione che esalta la continuità di stile e di dettagli. 200 metri quadrati in tutto con pedana in legno, e ricoperti da tende, già presenti sulla facciata.
L’arredo è composto da tavoli in resina, su disegno di Luca Piccinno e Alessandro Mario Cesario, sedie in paglia, cuscini e le lampade custom made senza filo. Verde, rosso aragosta e nero sono i colori dominanti in abbinamento a quelli dell’interno del locale. Con la bella stagione, vetrate e tendaggi rimangono aperti senza soluzione di continuità con la zona lounge e la zona living per la cena.

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La call to action Be a Gamechanger di Brita per un consumo sostenibile dell’acqua
Brita Seabin_BRITA
L’azienda rinnova l’impegno per un consumo più consapevole e sostenibile della risorsa, invitando professionisti e consumatori a ridurre l’uso di plastica monouso e a tutelare l’acqua. E aderisce al progetto Whale and Dolphin Conservation

Il prossimo 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’acqua, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sull’importanza di questa risorsa e della sua salvaguardia. Per l’occasione, Brita ha lanciato la call to action Be a Gamechanger, che invita i gestori dei locali e i consumatori a mettersi in gioco, diventando protagonisti attivi nella tutela dell’acqua e nella lotta contro l’inquinamento da plastica. Obiettivo dell’azienda è promuovere un cambiamento nelle abitudini di professionisti e consumatori che vada verso un consumo più consapevole e responsabile dell’acqua e la riduzione dell’utilizzo di articoli in plastica monouso a favore di soluzioni sostenibili. Cambiamento che passa anche per la scelta di bere l’acqua del rubinetto filtrata, campo nel quale Brita offre una ricca gamma di soluzioni dedicata sia al mondo del fuoricasa sia al mercato domestico, che garantiscono acqua di qualità ed evitano l’uso di bottiglie di plastica monouso.

L’ingresso nella Water Defenders Alliance

Ma l’impegno dell’azienda a tutela della risorsa si dispiega a 360°. Al fianco dal 2016 della Whale and Dolphin Conservation, organizzazione benefica dedicata alla protezione di balene e delfini e dell’ambiente marino, Brita ha rafforzato il suo impegno attivando una collaborazione con LifeGate a sostegno del progetto Water Defenders Alliance, l’alleanza che coinvolge aziende, porti, istituzioni, persone e mondo della ricerca impegnate attivamente per la salute delle acque.

Nell’ambito del progetto, Brita ha adottato due dispositivi di raccolta dei rifiuti marini: un Seabin presso la Marina Blue Dolphin di Roma Fiumicino e un Trash Collec’Thor presso il porto Venezia Certosa Marina. I dispositivi, in un anno, potranno raccogliere circa 2 tonnellate di rifiuti, incluse plastiche e microplastiche, equivalenti al peso di oltre 130.000 bottigliette di plastica.

Sostenibilità al centro

Iniziative che si inseriscono nel più vasto programma di azioni portate avanti dall’azienda sul fronte della sostenibilità. Da tempo Brita ha introdotto il Planet Contribution Index, un indicatore che misura il suo impatto ambientale in termini di bottiglie di acqua risparmiate in combinazione con la Company Carbon Footprint, l‘impatto generato dall’attività aziendale, misurato in emissioni di anidride carbonica, ponendosi un ambizioso obiettivo: evitare entro la fine di quest’anno l’utilizzo di oltre 6,5 miliardi di bottiglie d’acqua, abbattendo la propria impronta carbonica di un milione di tonnellate di CO2. Un target sempre più vicino, considerando che ad oggi il risultato raggiunto è di 5,5 miliardi di bottiglie evitate.

Altri esempi dell’impegno dell’azienda a favore dell’ambiente riguardano la gestione virtuosa dei rifiuti e la promozione dell’economia circolare. Brita vanta infatti un tasso di riciclo superiore al 70% per i rifiuti non pericolosi e da anni ha attivato a livello globale un sistema di recupero dei filtri esausti, in Italia focalizzato sui filtri della linea professionale. A questo si aggiunge l’utilizzo di materiali sostenibili, come le plastiche bio-based e il carbone attivo derivato dai gusci di cocco, per le sue soluzioni e l’attenzione a ridurre il più possibile i consumi di energia, come testimonia il nuovo stabilimento di Bad Camberg, in Germania: una moderna costruzione in legno, progettata e realizzata secondo rigorosi standard di efficienza energetica e alimentata al 100% da energia green.

 

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Nuovo look per Limoncè che punta anche all’aperitivo con Limoncè Aperitivo
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Il brand di Stock Spirits Italia si rinnova nell’immagine, con una nuova bottiglia che celebra il legame con la Sicilia. E lancia una nuova referenza pensata per la mixology che sposa il trend dei drink low alcohol

Due novità in casa Limoncè: il marchio di spirit premium a base di limone di Stock Spirits Italia si rinnova nel lock e va alla conquista dell’aperitivo con una nuova proposta, Limoncè Aperitivo.

Cominciamo da quest’ultimo che apre un nuovo capitolo nella storia del brand icona del dopo pasto, che ora punta a ritagliarsi uno spazio importante anche nel momento di consumo a maggior tasso di crescita del mercato del fuoricasa. «Una importante novità per Limoncè, che ha deciso di innovare, in una maniera fuori dagli schemi, entrando in una nuova categoria, quella degli aperitivi con Limoncé Aperitivo alla Siciliana, creato per la mixology – racconta Valentina Simonetta, direttrice marketing di Stock Spirits Italia a Bargiornale.it -. Ha solo 14,8 gradi alcolici, quindi una volta miscelato nei cocktail arriva a circa 10 gradi, rispondendo al forte trend del bere bene e a minore gradazione. È un aperitivo all’italiana di colore giallo, come i limoni di varietà Femminello, con 60% di succo in più, che raccogliamo a mano durante l’inverno, perché li facciamo maturare sotto il sole della lunga estate siciliana. Un prodotto che immaginiamo protagonista dell’estate, che raccoglie tanti target, dalla generazione X alla generazione Z fino ai sessantenni».

Ottenuto esclusivamente da limoni Femminello, dei quali vengono utilizzati sia gli olii essenziali delle scorze sia il succo, il nuovo arrivato si caratterizza per il profilo organolettico fresco e ben bilanciato e il ridotto contenuto di zuccheri, che lo rendono ideale per la creazione di cocktail inediti. A questo proposito il signature della casa è il Limoncè Spritz, da preparare miscelando due parti Limoncè Aperitivo con tre parti di prosecco e una parte di soda, completando il drink con una fettina di limone. Il risultato è uno Spritz fresco, leggero, dissetante e dal profilo più amaro perfetto per l’aperitivo, ma anche per essere servito in qualsiasi momento della giornata.

Un nuovo look che consolida il legame con la Sicilia

L’altra novità è il restyling della bottiglia di Limoncè Originale (alc 25% in vol). «Limoncè si rinnova anche nell’immagine con una bottiglia completamente nuova per raccontare una storia di autenticità italiana e il legame con la Sicilia, terra dalla quale arrivano i nostri limoni che vengono “coccolati” e raccolti a mano», prosegue Simonetta. Studiato dalla branding agency italiana Robilant, il nuovo pack conserva la forma elegante e slanciata di sempre, ma si arricchisce di elementi che celebrano la Sicilia. Alla tradizione del barocco siciliano è infatti ispirata la lavorazione, realizzata su uno stampo proprietario esclusivo. A impreziosirlo la firma di Lionello Stock, fondatore di Stock Spirits Italia, e il trattamento grafico del nuovo logo, che mantiene l’iconico orientamento verticale, da sempre elemento distintivo della marca.

A restare immutata è invece la formula del prodotto, che ha come ovvio protagonista sempre e solo il limone  Femminello. In questo caso ne vengono utilizzati solo gli oli essenziali, estratti dalle scorze, con una lenta infusione a freddo che permette di mantenere inalterati gli aromi e le caratteristiche naturali dell’agrume. La doppia filtrazione a bassa temperatura, con setacci di carta come nel processo artigianale, assicura la purezza e la qualità del prodotto finale.

A indossare il nuovo vestito è anche Limoncè Crema (alc 25% in vol), il liquore realizzato con Limoncè e arricchito da una golosa crema di latte.

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Rivoluzione digitale davanti e dietro al bancone: arrivano i robot camerieri
robot camerieri Mars
I locali diventano sempre più tecnologici e al loro interno conquistano spazio i robot camerieri, apprezzati da gestori e clienti perché rendono il servizio più efficiente e veloce, evitando errori e facendo risparmiare tempo e costi. Tra questi il più innovativo è Mars, il delivery robot che fa parte della famiglia dei Roboost, marchio di Alascom

Migliorano il servizio, attirano nuovi clienti curiosi, fanno risparmiare. Stiamo parlando dei robot camerieri che sempre di più sono presenti in pub, lounge bar, vinerie, birrerie, disco bar etc. Si tratta di dispositivi versatili che, grazie a sistemi di navigazione autonoma e vassoi intelligenti, vengono impiegati da molti esercenti del settore per supportare il personale per velocizzare e ottimizzare i servizi più ripetitivi, come la consegna di bibite ai tavoli o il ritiro delle stoviglie sporche, consentendo allo staff di concentrarsi sui clienti e i loro bisogni.

Una tendenza che arriva da lontano. I robot per la consegna del cibo sono, infatti, estremamente popolari in America, in Cina e in Giappone. La robotica nel mondo dell’hospitality è una realtà in continua evoluzione. Secondo il report di WorldRobotics 2024, la crescita dell’utilizzo di robot di servizio all’interno del settore nel mondo è stata pari al 31% rispetto all’anno precedente. Si stima, inoltre, che l’aumento medio ogni anno sarà del 26% entro il 2028.

Efficienza, esperienza, competitività

I bar del futuro stanno sempre più prendendo piede. Secondo la ricerca Robotics in hospitality 2024 i principali fattori che incentivano l’adozione dei robot in questo settore sono il miglioramento dell’efficienza (31%), quello dell’esperienza del cliente (26%) e la ricerca di innovazione e competitività (21%).

Sono innegabili, infatti, i vantaggi che apportano sia davanti che dietro il bancone. Utilizzare un robot significa fornire ai clienti un servizio più veloce e affidabile, anche durante i picchi di lavoro, con meno errori e senza necessità di personale aggiuntivo. L’aumento della produttività nei bar si traduce, inoltre, in un notevole risparmio dei costi associati ai possibili errori di servizio.

Un altro aspetto molto importante da sottolineare è che l’impiego dei robot di servizio all’interno dei locali offre un’esperienza futuristica e coinvolgente, che li distingue dalla concorrenza, attirando clienti curiosi e attenti all’innovazione.

Mars, il delivery robot all’avanguardia

Tra le soluzioni più avanzate presenti sul mercato italiano per efficientare il lavoro in bar e locali troviamo la famiglia di Roboost, in particolare con il robot Mars. Si tratta di un delivery robot che combina tecnologia all’avanguardia con intelligenza integrata e che ha la possibilità di integrare software esterni che consentono di inserire sullo schermo led frontale applicazioni di prenotazione e di pagamento, menù o comunicazioni promozionali.

Mars è uno degli ultimi prodotti di casa Alascom che da anni affianca le aziende italiane nella transizione tecnologica. Roboost, l’innovativo marchio di cui Mars fa parte, infatti, nasce come estensione del know-how consolidato dell’azienda, pioniera nella robotica industriale e nella progettazione di soluzioni integrate.

L’utilizzo dei robot consente agli esercenti di rimanere attrattivi e competitivi in un mercato sempre più tecnologico e maturo. Grazie a queste innovazioni, bar, pub e lounge bar possono offrire un servizio più efficiente, sicuro e moderno, elevandolo a nuovi standard di eccellenza.

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Cinque nuovi prodotti per la primavera di Orogel
Dalle proteine vegetali al gluten free: le novità del canale food service di Orogel, pensate per aiutare i locali a implementare la proposta in poche mosse

Le novità di primavera di Orogel sono cinque nuove referenze pensate per il canale food service, che mirano a rendere più semplice la vita dei locali, andando incontro ai trend e alle richieste del pubblico, dalle proteine vegetali al gluten free. Prodotti ad alto contenuto di servizio, basi di qualità, che nella maggior parte dei casi possono essere servite così come sono, dopo un semplice passaggio per la cottura, ma che lasciano spazio per la personalizzazione, in modo da ottenere in modo veloce sempre nuove proposte da inserire nei menu della pausa pranzo o dell’aperitivo.

Iniziamo la rassegna dai due prodotti vegani, proteici e gluten free. Il Burger Proteico Melanzane e Menta e le Polpettine Proteiche al pomodoro contengono rispettivamente 13 g e 14 g su 100 g di proteine derivate dai piselli. Se la croccantezza delle polpettine le rende la soluzione ideale come snack e aperitivo, magari da abbinare semplicemente a una salsa golosa,  ma sono anche un ottimo secondo piatto veg per una pausa pranzo gustosa. Il Burger Proteico Melanzane e Menta è un prodotto decisamente versatile, che si può presentare al piatto, così come in un panino, da solo o a strati con altri condimenti. Si prepara in 8 minuti nel forno ventilato o in 12 minuti nella friggitrice ad aria, il burger appena lanciato è pensato per rispondere alle esigenze gluten free, vegan e plant based.

Salvatempo e antispreco sono anche le Patate Pastellate al Rosmarino e il Tris di Verdure in Tempura: risparmiano il tempo (e gli infiniti scarti) della pulizia e del taglio delle verdure, evitando alle cucine dei locali tutti i problemi connessi alla preparazione della frittura espressa. Entrambi i prodotti possono essere cotti in precedenza e semplicemente scaldati al momento del servizio, vantaggio utilissimo per le tavole calde. Sono contorni golosi, che si prestano bene per la pausa pranzo, magari in abbinamento a secondi piatti di carne bianca o pesce. Le Patate Pastellate al Rosmarino, in particolare, sono bastoncini di patate avvolti da una pastella senza uovo, con il rosmarino tritato, che conferisce uno stuzzicante sapore aromatico. Perfette da servire come contorno, ma anche da proporre come saporito appetizer, magari in abbinamento alle più classiche salse che funzionano con le patatine fritte, ma anche a qualcosa di più creativo.

Il Tris di Verdure in Tempura, invece, è composto da patate, carote e zucchine, tre ortaggi che piacciono a tutti e che formano un croccante tricolore vegetale. Servita da sola, questa croccante verdura è un perfetto appetizer per l’ora dell’aperitivo, volendo in accompagnamento con salse d’ispirazione orientale, agrodolci e piccantine, che si accordano perfettamente all’ispirazione originaria di questo piatto di origine giapponese.

Last but not least, le Melanzane a Fette Prefritte sono il jolly in cucina per preparare una Parmigiana a regola d’arte o ricette creative in cui le melanzane possano essere protagoniste. Riducono in modo sensibile i tempi di preparazione di piatti apparentemente complessi e consentono di destagionalizzare un prodotto tipicamente estivo come le melanzane. Il fatto che siano fritte e surgelate in Iqf (Individually Quick Frozen) è un ulteriore accorgimento, che garantisce che le fette di melanzane si separino facilmente e possano essere utilizzate singolarmente senza essere decongelate.

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Undici progetti green per la finale globale della Torres Brandy Zero Challenge
Torres Brandy Zero Challenge finalisti 2024
Va in scena a Barcellona dal 25 al 27 marzo la finalissima del concorso targato Torres Brandy, che promuove la sostenibilità nel settore hospitality. In gara 11 professionisti da altrettanti Paesi del mondo con i progetti a basso impatto ideati per i loro locali. Per l’Italia ci sarà Giovanni Onori, dell’Hotel Bulgari di Roma. Al vincitore 30.000 euro per realizzare la sua iniziativa

È stata definita la rosa degli 11 finalisti che si contenderanno la vittoria nella finale globale della Torres Brandy Zero Challenge, la competizione internazionale dedicata alla sostenibilità nel mondo dell’ospitalità.

Giunto alla terza edizione e organizzato da Torres Brandy, il marchio catalano di brandy fondato nel 1928 da Juan Torres Casals, il concorso sfida i professionisti del fuoricasa a ideare progetti innovativi in ambito della sostenibilità, con l’obiettivo di promuovere e celebrare l’impegno ambientale nel settore. Progetti che affrontino le sfide socio-ambientali dei nostri tempi e che abbiano un impatto misurabile in termini di riduzione delle emissioni di CO2 o di rifiuti, riciclo di materiali o di inclusione sociale.

In questa edizione 2025 il concorso ha ampliato i suoi confini, sia in termini geografici, sono 11 i Paesi coinvolti di tre continenti (Spagna, Italia, Regno Unito, Romania, Finlandia, Norvegia, Usa, Messico, Canada, Cina e Corea del Sud), sia di tipologie di attività: se nelle prime due edizioni era aperto solo ai professionisti di bar e cocktail bar, ora vi partecipano anche i team dei ristoranti.

Dopo la fase nazionale, la Torres Brandy Zero Challenge ora si avvicina al suo ultimo atto, la finale globale, che andrà in scena a Barcellona dal 25 al 27 marzo, con i campioni di ogni Paese che presenteranno i loro progetti sostenibili a una giuria di esperti internazionali che decreterà il vincitore assoluto. Giuria della quale fanno parte, tra gli altri, l’architetta Glòria Font Basté, il consulente per la sostenibilità Jose Luis Gallego, Christian Visalli, managing director Spirits Global di Torres Brandy, e il bartender messicano Alberto del Toro, vincitore della scorsa edizione della competizione.

I progetti in lizza per la vittoria

In gara a rappresentare l’Italia ci sarà Giovanni Onori, bar supervisor dell’Hotel Bulgari di Roma, con la sua proposta articolata su quattro punti: il riciclo dei rifiuti organici della cucina e del bar in compost da utilizzare come fertilizzante; il riciclo di tovaglie e sottobicchieri per trasformarli in coperte per Save the Children e per le strutture per i senzatetto; l’installazione di impianti fotovoltaici sulle terrazze dei bar dell’hotel; la coltivazione erbe aromatiche da impiegare nell’attività dei bar e della cucina del Bulgari.

Altrettanto virtuosi i progetti degli altri finalisti. Chris Tanner (Regno Unito), fondatore del Dram Bar e del Câv a Londra, punta a collaborare con realtà all’avanguardia nel campo dei biomateriali per introdurre nel settore dell’ospitalità il PHA, una bioplastica che si trasforma in compost in sei mesi senza lasciare nell’ambiente residui tossici.

Il mixologist e consulente Lauren Pellecchia (Usa) con l’iniziativa Why trash when you can smash? punta invece sul riciclo del vetro e il suo riutilizzo in ambiti come il drenaggio, il giardinaggio e in applicazioni creative per la comunità di Loveland, in Ohio.

Cuore del progetto di Lacey-Jane Roberts (Canada), head bartender del Published on Main di Vancouver, è un programma di formazione sulle buone pratiche eco-compatibili dedicato ai bartender per ridurre la quantità di rifiuti generati nei locali.

Gerardo Vázquez Lugo (Messico) del Nicos di Città del Messico intende estendere entro la fine del 2025 a tutte le realtà dell’hospitality della città l’iniziativa che ha già avviato per trasformare i rifiuti alimentari in compost per l’agricoltura, che finora ha permesso il riciclo di 2.600 kg di rifiuti all’anno, e a per evitare gli sprechi di acqua.

Al recupero dei rifiuti alimentari guarda anche il progetto di Ángel Pérez (Spagna) del gruppo di ristoranti spagnolo El Pòsit, che prevede la costruzione di un sistema di compostaggio per trasformare i rifiuti organici della cucina in fertilizzante per i vigneti e gli uliveti dello stesso gruppo.

L’iniziativa di Adrian Epure (Romania), proprietario e bartender del Bindu Bistro, locale vegetariano e vegano di Iaşi, mira a dare una seconda vita ai fondi di caffè, facendone un ingrediente per biomateriali con i quali realizzare prodotti ecocompatibili come tazze e piatti, o da sfruttare come biocarburanti, fertilizzante per l’agricoltura o nel campo dei cosmetiici.

Mika Ammunét (Finlandia), proprietario del Bar Mate di Helsinki, ha lanciato Mate Hospitality, un framework progettato per favorire una cultura del lavoro più dinamica e incentrata sulle persone nel settore dell’ospitalità. L’iniziativa mira a migliorare i sistemi operativi, consentendo ai dipendenti di prosperare e garantendo che l’azienda si adatti alle esigenze in evoluzione del suo team.

D.G.Æ. è invece il nome dell’iniziativa ideata da Daniel Pappa (Norvegia) dello Svanen di Oslo, incentrata sul recupero delle eccedenze agricole e il loro utilizzo per la produzione di sciroppi, cordiali, bibite, liquori. Un approccio che sostiene gli agricoltori locali, taglia i costi, riduce gli imballaggi in plastica e le emissioni associate ai prodotti importati.

Focus sull’inclusione per il progetto di Tommy Wong (Cina), direttore del Bulgari Hotel Beijing: una raccolta fondi per sensibilizzare sul tema della salute mentale nel mondo bar. Le risorse saranno utilizzate per fornire supporto psicologico a chi ne ha bisogno e per creare posti di lavoro part time nel settore dell’ospitalità a persone diversamente abili.

L’ultimo progetto in lizza è di Jaehyung Jung (Corea del Sud), anche questo incentrato sul recupero dei fondi di caffè: l’obiettivo è trasformarli in prodotti di valore, come liquori, sciroppi o in materiali di servizio, e non solo, di alta qualità e di design, come i sottobicchieri, per offrire un’esperienza premium ai clienti.

30.000 euro al vincitore

Ogni progetto verrà valutato sulla base di quattro criteri: l’idea, ovvero il problema che affronta, la rilevanza della soluzione proposta e la fattibilità; la misurabilità del suo impatto; il piano aziendale per metterlo in atto; lo sviluppo futuro, ovvero la scalabilità e riproducibilità dell’idea. Il premio per il vincitore è un assegno da 30.000 euro da utilizzare per implementare il progetto all’interno del suo locale.

Ad aggiudicarselo nelle prime due edizioni della Torres Brandy Zero Challenge sono stati Giacomo Giannotti del Paradiso di Barcellona con il progetto Zero Waste Lab, focalizzato sul riciclo dei rifiuti organici e in plastica e la loro trasformazione in nuovi oggetti utilizzabili nel locale (leggi La via alla sostenibilità del Paradiso di Barcellona), e il messicano Alberto del Toro, fondatore del Rufina Mezcalería a León, con l’iniziativa Taller Zero, giving a second chance, incentrata sulla trasformazione delle bottiglie di vetro scartate in posacenere, bicchieri e lampade, offrendo opportunità di impiego a persone anziane a rischio di esclusione dal mondo del lavoro.

 

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Bellussi lancia il nuovo BellusSì Blanc de Blancs Millesimato Extra Brut
Bellussi BellusSì Blanc de Blancs Millesimato Extra Brut
Un profilo elegante e complesso caratterizza l’ultimo nato della linea BellusSì della cantina veneta: uno spumante ottenuto da uve 100% Chardonnay coltivate nelle montagne della Val di Cembra

Si arricchisce di una nova perla la linea di bollicine BellusSì della cantina di Valdobbiadene (Treviso) Bellussi. Il nuovo arrivato è BellusSì Blanc de Blancs Millesimato Extra Brut, uno spumante dal profilo elegante e complesso ottenuto da uve 100% Chardonnay coltivate nelle montagne della Val di Cembra, in Trentino.

Le uve, meticolosamente selezionate e raccolte a mano, vengono vinificate con pressatura soffice e una parziale macerazione a freddo per esaltare le caratteristiche aromatiche della materia prima. Il processo di spumantizzazione è effettuato con il metodo Charmat lungo, prolungando la rifermentazione dai 180 ai 270 giorni: scelta che conferisce al prodotto una struttura raffinata, con un bell’equilibrio di freschezza e complessità e un perlage fine e persistente.

Dal colore giallo paglierino brillante, con riflessi dorati, Bellussi Blanc de Blancs Extra Brut (alc 12,5% in vol) si presenta al naso con il suo elegante profilo aromatico, caratterizzato da sentori di frutta a polpa bianca, accompagnati da note di agrumi e delicati accenni floreali. Secco e strutturato al palato, ha un finale persistente, arricchito da una bollicina fine e cremosa.

Raffinato e versatile

Da servire a una temperatura di 6-8 °C, il nuovo spumante è anche molto versatile prestandosi alla perfezione a un’ampia gamma di abbinamenti con il food. Ideale come aperitivo, lo si può accompagnare con crudi di pesce e crostacei, come tartare di gambero rosso e carpaccio di branzino, o con antipasti leggeri a base di verdure croccanti e formaggi freschi. Ma il suo profilo si sposa benissimo anche con sushi e tempura di verdure, per un’esperienza di degustazione contemporanea e sofisticata, con primi piatti come risotti ai frutti di mare e tagliolini al tartufo bianco e, tra i secondi, con carni bianche delicate, come il pollo al limone o il coniglio in porchetta.

Il Bellussi Blanc de Blancs va a completare la linea BellusSì che già comprende il BellusSì Blanc de Noir Millesimato Brut (alc 12,55 in vol), ottenuto da sole uve Pinot Nero coltivate nei vigneti collinari dell’Oltrepò Pavese, e il BellusSì Prosecco Doc Rosè Millesimato Brut (alc 11,5%), ottenuto da una selezione di uve Glera (90%) e Pinot Nero (10%) coltivate in Veneto.

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L’Artusi senza confini, aperte le iscrizioni al contest firmato Surgital e Casa Artusi
Il concorso è riservato a chef under 35, stranieri ma in Italia per lavoro, che dovranno creare una loro ricetta utilizzando uno dei prodotti contenuti nella gamma di Laboratorio Tortellini, marchio Surgital

Surgital, in collaborazione con Casa Artusi, lancia “l’Artusi senza confini”, un contest dedicato a giovani chef stranieri che lavorano in Italia. Spirito dell’iniziativa, quello di celebrare la cucina italiana in un’ottica internazionale, favorendo contaminazioni culturali e reinterpretazioni creative.

I partecipanti dovranno ideare un piatto originale a base di pasta fresca, ispirato a una ricetta del celebre libro di Pellegrino Artusi, “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene”, rielaborandola con influenze del proprio Paese d’origine.

Tra i requisiti, l’utilizzo obbligatorio di un prodotto della linea Laboratorio Tortellini di Surgital, senza altre restrizioni sugli ingredienti o sulla tipologia di piatto.

La finale

I finalisti, tutti under 35, si sfideranno in un live cooking il 12 maggio 2025 presso Casa Artusi a Forlimpopoli, e verranno valutati da una giuria presieduta dallo chef stellato Luca Marchini, patron del ristorante L’Erba del Re di Modena, e della quale faranno parte l’accademico Andrea Gianotti, professore all’Università di Bologna e Coordinatore del Corso di Laurea in Scienze e cultura della gastronomia, la giornalista Martina Liverani, il direttore di Grande Cucina Federico Lorefice, e a un rappresentante del marketing di Surgital e uno di Casa Artusi.

Le iscrizioni

Le iscrizioni sono aperte da metà febbraio a fine aprile 2025 sul sito italiangourmet.it/lartusisenzaconfini.

In palio, oltre alla pubblicazione delle ricette in un ricettario digitale, la partecipazione alla Festa Artusiana 2025 come guest chef per i primi tre classificati. Il vincitore assoluto otterrà inoltre un corso di formazione professionale “one to one” di 20 ore al Congusto Institute di Milano.

 

 

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