Cynar Spritz scende in campo con il Venezia FC
Accanto ai drink di successo Aperol Spitz e Campari Spritz, Campari Group rilancia la ricetta Cynar Spritz, con una bottiglia Cynar Limited Edition, in occasione della sponsorizzazione della squadra di calcio Venezia FC.

Per festeggiare la sponsorizzazione con la società di calcio Venezia FC, Campari Group ha scelto di brindare con il cocktail Cynar Spritz, creando per l’occasione una limited edition di bottiglie di Cynar. Quasi d’obbligo per l’etichetta la scelta dei colori arancio-nero-verde delle maglie dei giocatori di calcio della società sportiva lagunare.

Per la presentazione milanese è sto scelto il locale afro-cubano Santeria di via Palladini 8, nel popolare quartiere Ortica, inaugurato nel 2011 negli spazi di un ex-opificio, trasformato in un locale hipster dove poter fare aperitivo e brunch senza molte formalità. Una interessante iniziativa che ha avuto il raddoppio nel locale Santeria di viale Toscana, nei pressi della Università Bocconi, inaugurato nel 2011.

Presente Cecilia De Matthaesis, Marketing Manager Aftermeal & Spirits di Campari Group, nel corso della presentazione della bottiglia limited edition, è stato offerto un “aperitivo rinforzato” alla maniera happy hour milanese, protagonista ovviamente

Cynar Spritz
Ingredienti
3 parti di Prosecco (9 cl)
2 parti di Cynar (6 cl)
1 parte di soda (3 cl)
Preparazione
Versare direttamente in un grande calice da vino, molti cubetti di ghiaccio, aggiungendo Cynar, Prosecco e soda, mescolare e guarnire con una fetta di limone.

Tutto da ricordare anche un piatto caldo (applausi allo chef) come le Lasagnette con carciofi, funghi e asparagi, affogati nel formaggio.

Contro il logorio della vita moderna

Cynar è il liquore al carciofo nato nel 1950 da un’idea di Angelo Dalle Molle, imprenditore e filantropo di Mestre. Gusto unico e particolare, carattere forte e deciso. Cynar è fresco, leggero, dolcemente amaro, dedicato a chi la vita se la vuole godere, con leggerezza ma senza superficialità, apprezzando la bellezza delle cose autentiche.

Cynar deve tanto al suo passato e ai cari anni ’60: nel 1967 inizia la fortunata saga di Ernesto Calindri in Carosello. Il famoso attore teatrale e la “sua famiglia” diventano parte fondamentale della giornata degli italiani. Un appuntamento serale con gag e sketch protagonista un bicchiere di Cynar & seltz servito a Ernesto Calindri seduto imperturbabile a un tavolino immerso nel traffico milanese con lo slogan Contro il logorio della vita moderna”.

Ernesto Calindri brinda con Cynar

Il 1995 segna una svolta nella storia del brand veneto che viene acquisito da Campari Group. Il gruppo ne studia i valori e ne comprende le caratteristiche fondanti; Cynar è parte del patrimonio storico italiano, un’icona vintage ancora molto presente.

La forza del passato vive nel brand ma anche nel prodotto stesso, e nella ricetta che è sempre rimasta segreta. Cynar nasce dall’infusione di 13 ingredienti naturali, tra erbe e piante.
La più importante? Certamente il carciofo: da sempre immagine del brand, è anche la pianta da cui esso prende il nome, Cynar Scolymus, definizione botanica del carciofo. Infatti Cynar è un  liquore dolce-amaro che sa adattarsi ad ogni necessità, per alleggerire il logorio della vita moderna.

Con questo spirito, oggi si propone, oltre che come amaro, anche in una nuova veste, quella del Cynar Spritz, con Prosecco e soda. Una proposta vintage-cool, una nuova tradizione che rappresenta una scelta non convenzionale nella categoria dello Spritz (ricordiamo le consorelle di Campari Group, Aperol Spritz e Campari Spritz), rispondendo al bisogno di chi desidera sperimentare e sentirsi differente.

 

 

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Birra Theresianer brinda a un anno di premi con Winter Beer 2024
Continuano i riconoscimenti internazionali per le birre Theresianer, merito di una grande passione dei mastri birrai e della scelta delle migliori materie prime.

Il 2024 all’insegna di conferme e riconoscimenti internazionali per Theresianer, la birra che ha conquistato il mondo, grazie al rispetto della tradizione mitteleuropea e alla grande maestria italiana. Un risultato che si conferma con la presentazione della nuova Birra di Natale, Winter Beer 2024.

Sempre attesa e ricercata Winter Beer ha quest’anno un nuovo testimonial: il pettirosso. Da sempre simbolo della vita che resiste all’inverno, portatore di rinnovamento, icona di rinascita, il pettirosso porta con sé tutti i buoni auspici per accompagnarci dall’anno vecchio a quello nuovo con gioia e positività.

Birra Theresianar Winter Beer 2024 in bottiglia 75 cl

La ricetta di Winter Beer è invariata e dà il carattere originale e unico alla più apprezzata birra stagionale Theresianer: una doppio malto non filtrata ad alta fermentazione (9° alc in bottiglia 75 cl) e leggermente speziata, con deliziosi profumi di frutta secca e delicate note di tostato.
Da assaporare in abbinamento a formaggi stagionati o con il cioccolato fondente, si manifesta perfetta come birra da meditazione.

Per l’inverno 2024 Winter Beer è custodita in una confezione a tubo di cartone che racconta, attraverso il piccolo pettirosso e i caldi colori che lo caratterizzano, un sentimento di gioia e rinascita pur nella stagione fredda.

Nel 2024 è stata una pioggia di riconoscimenti

Alla New York International Beer Competition 2024 Theresianer è stata insignita del titolo Italian Brewery of the Year 2024 e le sue birre, dalle personalità caratteristiche, hanno ottenuto punteggi di assoluto rilievo:
Medaglia d’Oro per Wit
Medaglia d’Argento per Premium Lager
Medaglia di Bronzo per Premium Pils e per Vienna.

Al Brussels Beer Challenge 2024 la birra Vienna è stata insignita della Medaglia d’Oro a testimonianza della caratteristica personalità e del gusto perfettamente rispondente allo stile di appartenenza.

Al Premio Cerevisia 2024 Theresianer ha guadagnato il podio assoluto con Bock, premiata con il Premio Eccellenza raggiungendo il punteggio più alto tra tutte le birre partecipanti.

Un anno memorabile per Theresianer che aveva chiuso il 2023 salendo sul podio di European Beer Star, competizione che da oltre 20 anni valuta le migliori espressioni brassicole mondiali, con Premium Pils, insignita della Medaglia d’Argento.

Una storia di grande impegno

Theresianer inizia la sua storia a Trieste nel vivace Borgo Teresiano, con la volontà di Martino Zanetti di rinnovare la tradizione birraria mitteleuropea presente a Trieste, per non perdere la vitalità di una cultura che attraversa la storia, dal lontano passato alla contemporaneità.

È grazie alla sua lungimiranza imprenditoriale che nel 2000 viene creato Theresianer, birrificio trevigiano a Nervesa della Battaglia (Treviso). Ed è sua la scelta di affidare lo sviluppo delle sue birre all’abilità dei migliori mastri birrai, con la certezza che la qualità inizia dagli ingredienti e prosegue nel rispetto della migliore tradizione. Il tutto inserito in un processo produttivo e organizzativo contemporaneo e una distribuzione mirata, che permette di far apprezzare Theresianer a tutti gli appassionati nel mondo: un successo confermato dal mercato con prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Un percorso di qualità che vede la ricerca, soprattutto nell’utilizzo di materie prime selezionate, e l’impegno costante dei mastri birrai, che lavorando in sinergia come un vero e proprio team, ha permesso di raggiungere risultati straordinari.

Theresianer ha scelto come simbolo proprio la Lanterna di Trieste che indica “il porto sicuro” per gli estimatori della buona birra e suggerisce la rotta per una scelta ottimale di un prodotto di esclusiva eccellenza.

La lungimiranza imprenditoriale del suo fondatore, Martino Zanetti, il cui intervento nel panorama italiano della birra è stato una visionarietà unica per riaffermare un intero comparto dell’economia italiana, ha ridato vita ad un settore che conta ora più di 800 imprese, di cui una buona parte di ottima qualità.

I premi ottenuti dimostrano la cura e l’attenzione del lavoro del team Theresianer nella creazione di birre uniche e distintive, sempre più affermate e riconosciute, che arricchiscono anche quest’anno il già significativo palmares della “più piccola industria della birra italiana”. Oggi Theresianer è un punto di riferimento nel panorama mondiale della birra di qualità. Un capolavoro che unisce tradizione e innovazione; un gusto unico riconosciuto e apprezzato dai palati più esigenti.

 

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Gabriele Fantino vince 110 e Lode 2024. Assegnati 8 Order of Merit
Il Grand Hotel Billia di Saint Vincent è stato il palcoscenico dell’edizione 2024 della competition riservata ai bartender di grandi hotel e della cerimonia di consegna delle onoreficienze che celebrano il merito professionale nel mondo bar e dell’ospitalità

È Gabriele Fantino l’hotel bartender of the year 2024, il vincitore della competition 110 e Lode 2024, che si è svolta lunedì 25 novembre al Grand Hotel Billia di Saint Vincent. Fantino, con il suo cocktail Quentin’s Roots, ha superato nella finale ristretta Mattia Capezzuoli e Mattia Patruno, selezionati a loro volta da una platea di 30 bartender provenienti da altrettanti alberghi 5 stelle italiani.

Ma accolti dalle montagne imbiancate dalla prima neve di stagione, i bartender hanno celebrato anche gli Order of Merit 2024, ovvero quelle figure che si sono particolarmente distinte nel settore del bar e dell’ospitalità. Per la prima volta, infatti, i due premi – Order of Merit e 110 e Lode – sono stati riuniti in un’unica giornata che ha visto grandi protagonisti anche gli ideatori di questi format, l’inossidabile Danilo Bellucci e l’impeccabile Francesco Cione.

110 e Lode, ritorno alle origini

Ritorno alle origini. Questo il tema che i 30 bartender sono stati chiamati a interpretare quest’anno, ognuno di loro abbinato a un ingrediente sponsor principale, sul palco del Grand Hotel Billia, nome che ai più esperti ricorda tanti concorsi di cocktail, svolti qui a partire dalla fine degli anni Cinquanta. A giudicarli, una giuria guidata da Roberto Pellegrini e composta dal bartender vincitore lo scorso anno, Giovanni Onori e dal giornalista Corrado Beldì, che hanno selezionato nel pomeriggio i tre finalisti. «Abbiamo assaggiato cocktail molto interessanti. A fare la differenza, sono state l’eleganza complessiva del cocktail, la pulizia delle garnish, la ricercatezza dei bicchieri che, in certe strutture, fanno sempre più la differenza», ha spiegato Pellegrini.

Nella finale ristretta, il primo a salire sul palco è stato Mattia Capezzuoli, bar manager del Stravinskij Bar dell’Hotel de Russie (Roma), che ha presentato il suo Roots, con Vodka Altamura, cordiale Paragon Palo Santo, fake lime home made e soda al cardamomo nero. È toccato poi a Gabriele Fantino – piemontese d’origine, genovese d’adozione, da 11 anni bar manager del Blue Lounge, il cocktail bar all’interno dell’Hotel Melia di Genova – presentare e raccontare il suo Quentin’s Roots, un evidente omaggio ai film e alla figura di Quentin Tarantino, preparato con Campari, Nigori Asahara Umeshu Prune, Tarantino Cordial (pomodoro, fichi d’india e pompelmo rosa) e Montelobos Tobalà Joven. A chiudere la gara, Mattia Patruno, assistant bar manager Lobby Bar Rosewood Castiglion del Bosco (Si), con il suo Somewhere it’s time, a base Amante 1530 a basilico marinato in aceto di Jerez, sale, e zucchero. A giudicarli nella finalissima, una giuria allargata agli Order of Merit 2024, proclamati pochi minuti prima.

Order of Merit

«Celebriamo l’ospitalità, l’impegno, la passione e il duro lavoro di grandi nomi che hanno fatto e continuano a fare la differenza nella nostra industry», ha detto Bellucci. «Un riconoscimento che non va solo a chi si è distinto come professionista, ma soprattutto per il suo valore umano», ha continuato Cione.

Order of Merit 2024 sono saliti così sul palco il giornalista Maurizio Maestrelli, la campionessa del Mondo Latte Art Carmen Clemente, il divulgatore del caffè Gianni Cocco, mr. Saperebere Fulvio Piccinino. E poi i bartender Claudio Perinelli, Patrick Greco e Paolo Baccino. L’ultimo premio è stato assegnato alla memoria di Dom Costa, il cui riconoscimento è stato ritirato dalla figlia Eliana, mentre sul maxischermo scorrevano le immagini di Dom e il video saluto di Julio Bermejo.

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