Nasce Koskenkorva Vodka Climate Action, la vodka sostenibile
La nuova release è una vodka pura ottenuta da orzo da coltura rigenerativa e prodotta artigianalmente nel villaggio di Koskenkorva in un impianto esempio virtuoso di economia circolare

E se potessimo mitigare il cambiamento climatico producendo vodka? Koskenkorva Climate Action dell’omonimo brand Koskenkorva – prodotta dalla finlandese Anora Group e distribuita in Italia da Compagnia dei Caraibi – è una delle prime vodka al mondo che concorre alla lotta contro il cambiamento climatico. È prodotta interamente con orzo coltivato da coltura rigenerativa, un metodo di produzione “climate friendly” che limita la CO2 dell’atmosfera incorporandola al suolo, migliora la biodiversità e permette raccolti più ricchi, di qualità superiore, proteggendoli dalla siccità e dagli insetti. Con l’agricoltura rigenerativa si attuano una serie di pratiche che permettono di “rigenerare” il suolo, arricchendolo, per renderlo nuovamente idoneo a ospitare piante sane e resistenti, capaci di dare frutti di qualità.

Koskenkorva Vodka Climate Action nasce dalla visione e collaborazione con due realtà impegnate sul tema della responsabilità ambientale: Baltic Sea Action Group, associazione indipendente e no-profit fondata in Finlandia, che si propone di ripristinare l’equilibrio ecologico del Mar Baltico, e con Setälä-Eerola, di Jari Eerola, azienda agricola locale.

Esempio virtuoso di economia circolare

La mission sostenibile della vodka passa anche attraverso il suo imballaggio: la bottiglia di vetro è resa più leggera e il pack è realizzato con una consistente percentuale di plastica riciclata in Pet.

Come le altre referenze del marchio, Climate Action viene distillata nel villaggio di Koskenkorva, nella Finlandia occidentale, nell’angolo più settentrionale del mondo, dove l’orzo è trasformato nel più puro spirit possibile grazie anche alla combinazione con acqua di sorgente non filtrata. L’impianto di Koskenkorva è un esempio virtuoso di economia circolare, con un tasso di riciclaggio del 99,9%. Ciò che non può essere usato per produrre acquavite viene infatti trasformato in prodotti a base di amido e mangimi per animali; le bucce d’orzo vengono bruciate in un’apposita biocentrale per alimentare la distillazione, mentre le ceneri trovano nuova vita come fertilizzante; infine, l’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione viene destinata alla coltivazione in serra.

L’edizione Koskenkorva Climate Action (alc 40% in vol) ha un gusto morbido e puro, può essere servita liscia o utilizzata come ingrediente nella miscelazione, per donare un nuovo twist, tutto nordico, ai cocktail più rinomati.

La ricetta

Koskenkorva Vodka Climate Action & Flavoured Water


Ingredienti:
40 ml Climate Action Koskenkorva Vodka, top acqua aromatizzata*
*Preparazione dell’acqua aromatizzata: lasciare le materie prime avanzate del locale, come frutti rossi, scorza di agrumi, menta, basilico, cetriolo ecc. in infusione in 1 l di acqua per una settimana in frigo in un contenitore con il tappo
Preparazione:
build
Guarnizione:
uno degli ingredienti utilizzati per l’acqua aromatizzata
Bicchiere:
tumbler basso

L’articolo Nasce Koskenkorva Vodka Climate Action, la vodka sostenibile è un contenuto originale di bargiornale.

L’Italia e gli italiani fanno fiesta ai World’s 50 Best Bars
Sette i locali italiani in classifica, dei quali quattro nella top 50: Drink Kong, 1930, Locale Firenze e L’Antiquario di Napoli. Altre soddisfazioni arrivano dagli italiani all’estero con Giacomo Giannotti che con il suo Paradiso di Barcellona è al vertice della classifica

Mentre scriviamo la cerimonia di premiazione dei The World’s 50 Best Bars si è conclusa da poche ore. A Barcellona per molti è tempo di “fiesta mobile”, da un bar all’altro, come sarebbe piaciuto a Hemingway. Di motivi per festeggiare ce ne sono diversi. Proviamo a elencarli. Per la prima volta in 14 edizioni il premio non va né a Londra né a New York, capitali per antonomasia del mondo dei cocktail. Questa volta vince il Paradiso di Barcellona, Catalogna, Spagna. Il locale, di proprietà del toscano Giacomo Giannotti e della moglie Margarita Sader, ha fatto del binomio creatività-sostenibilità la sua bandiera. Scelte consapevoli unite a un alto tasso di fantasia che sarebbero piaciute anche a Gaudì. Non a caso il cocktail, intitolato alla tierra, creato in casa Paradiso è il protagonista della nuova copertina di Bargiornale. Un numero, quello di ottobre, tutto dedicato alle pratiche per un bar più equo e giusto con l’ambiente.

Mark Sansom, content director di The World’s 50 Best Bars, ha affermato: «Il fatto che questa sia la prima volta che incoroniamo un bar fuori New York o Londra come The World’s Best Bar è una testimonianza dei grandi successi di Giacomo, Margarita e del loro team. Da quando è stato nominato One To Watch nel 2017 un anno dopo l’apertura, Paradiso è stato un punto fermo della lista dei 50 Best, migliorando la sua classifica anno dopo anno. È un onore chiamarlo The World’s Best Bar e la vittoria è merito del suo stravagante cocktail program, della sua etica sostenibile, del loro lavoro per la bar community, ma anche del senso spiccato per il divertimento”.

Un trionfo italiano

Ma torniamo alla cerimonia. Quella di ieri sera è stata, a partire dal Paradiso, la celebrazione di un anno fantastico per il nostro Paese. Quattro bar, in quattro città diverse, sono entrati nella lista dei migliori 50. A Roma e Milano si sono aggiunte, per la prima volta, Napoli e Firenze.

Il Drink Kong di Roma è al n. 16 seguito dal 1930 di Milano al n. 35. A loro si aggiungono le nuove voci: Locale Firenze al n. 39 e L’Antiquario di Napoli al n. 46. Nella lista estesa 51-100, annunciata la scorsa settimana, erano presenti altri tre bar italiani: il  Camparino in Galleria di Milano al n. 73, il The Court al n. 77 di Roma e Freni e Frizioni al n. 86 (leggi Tre italiani tra i The World’s 50 Best Bars (dal 51 al 100).

Con Simone Caporale del Sips di Barcelona al n. 3 e il Connaught Bar di Londra – guidato da Agostino Perrone, Giorgio Bargiani e Maura Millia – gli italiani all’estero continuano a dominare la top 10. L’unico neo è stato il passo indietro del Connaught Bar dalla prima all’ottava posizione. Specie nell’anno in cui Ago Perrone, direttore della mixology, è stato incoronato Roku Industry Icon, premio assegnato dai 650 membri dell’Academy alla persona che ha fatto più di chiunque altro per il progresso del settore.

All’elenco di “italiani” all’estero ci sono da aggiungere anche il Maybe Sammy di Sydney (n. 29), lo Zuma (n. 38) e il Bulgari Bar a Dubai, new entry al cinquantesimo posto e altri.

Tornando alla lista dei premiati i numeri parlano di bar di 26 città con 14 new entry, oltre a Napoli e Firenze, sparse tra Atene, Bangkok, Buenos Aires, Chicago, Dubai, Hong Kong, Lisbona, Londra e New York.

PREMI SPECIALI

Premio Perrier The World’s 50 Best Bars: Paradiso, Barcellona

Campari One To Watch: Röda Huset, Stoccolma

Siete Misterios Best Cocktail Menu: Juliana, Guayaquil

Roku Industry Icon: Agostino Perrone

Disaronno Highest New Entry: Double Chicken Please, New York.

London Essence Best New Opening: BKK Social Club di Bangkok

Nikka Highest Climber Award: Sips,  Barcellona.

Rémy Martin Legend of the List: Licorería Limantour, Città del Messico

Ketel One Sustainable Bar Award: Little Red Door, Parigi.

Tra gli altri vincitori di premi speciali, annunciati durante l’evento del 4 ottobre, ci sono Hanky Panky, Città del Messico, che si è aggiudicato il Michter’s Art of Hospitality Award (leggi All’Hanky Panky di Città del Messico l’Art of Hospitality Award 2022), e Jean Trinh, vincitore dell’Altos Bartenders’ Bartender Award (leggi A Jean Trinh il Bartenders’ Bartender Award 2022 dei World’s Best Bars).

THE WORLD’S 50 BEST BARS 2022

Ranking

Establishment

City

1

Paradiso

Barcelona

2

Tayēr + Elementary

London

3

Sips

Barcelona

4

Licorería Limantour

Mexico City

5

Little Red Door

Paris

6

Double Chicken Please

New York

7

Two Schmucks

Barcelona

8

Connaught Bar

London

9

Katana Kitten

New York

10

Alquímico

Cartagena

11

Handshake Speakeasy

Mexico City

12

Jigger & Pony

Singapore

13

Hanky Panky

Mexico City

14

BKK Social Club

Bangkok

15

Salmon Guru

Madrid

16

Drink Kong

Rome

17

Coa

Hong Kong

18

Florería Atlántico

Buenos Aires

19

The Clumsies

Athens

20

Baba au Rum

Athens

21

Café La Trova

Miami

22

Attaboy

New York

23

Satan’s Whiskers

London

24

Tropic City

Bangkok

25

Kumiko

Chicago

26

Sidecar

New Delhi

27

Tres Monos

Buenos Aires

28

Argo

Hong Kong

29

Maybe Sammy

Sydney

30

Swift

London

31

Line

Athens

32

Baltra Bar

Mexico City

33

Manhattan

Singapore

34

Overstory

New York

35

1930

Milan

36

Dante

New York

37

A Bar with Shapes for a Name

London

38

Zuma

Dubai

39

Locale Firenze

Florence

40

Red Frog

Lisbon

41

Cantina OK!

Sydney

42

CoChinChina

Buenos Aires

43

Himkok

Oslo

44

Carnaval

Lima

45

Galaxy Bar

Dubai

46

L’Antiquario

Naples

47

Employees Only

New York

48

Bar Benfiddich

Tokyo

49

Lucy’s Flower Shop

Stockholm

50

Bulgari Bar

Dubai

 

L’articolo L’Italia e gli italiani fanno fiesta ai World’s 50 Best Bars è un contenuto originale di bargiornale.

Il Caffè, un rito che ci unisce ogni giorno
I valori della bevanda più amata dagli italiani sono raccontate nel video manifesto del Consorzio Promozione Caffè che racconta il viaggio del caffè dal chicco lunga tutta la filiera

È online dal primo ottobre Caffè, un rito che ci unisce, il nuovo video-manifesto a cura del Consorzio Promozione Caffè, che riunisce le principali aziende che forniscono, producono e commercializzano le diverse tipologie di caffè oltre che i costruttori di macchine professionali e fornitori di attrezzature.

Racconta il viaggio del caffè dal chicco in piantagione alla tazzina e la narrazione si intreccia con la giornata della vita degli italiani, dal risveglio, ai momenti più concitati della giornata (fatta di studio, lavoro, tempo libero, relax) fino a quando si va a dormire. Le scene si susseguono veloci seguendo il ritmo pieno di energia di una delle più celebri arie musicali a livello mondiale, l’Overture finale del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini, grande amante del caffè. Le immagini dei processi di produzione e lavorazione del chicco si mescolano a tanti volti, diversi metodi di estrazione e storie in cui il caffè è sempre protagonista, come passione che attraversa le generazioni e come cultura che appartiene al nostro Dna.

«Grazie alla storia delle torrefazioni e alla ricerca continua della qualità, il caffè Made in Italy è riconosciuto in tutto il mondo”, afferma Michele Monzini, presidente del Consorzio Promozione Caffè. “In Italia ci sono circa 800 torrefattori, per un fatturato globale di circa 4 miliardi: numeri che dimostrano quanto il caffè, l’espresso in particolare, sia per noi un patrimonio culturale unico. Il 60% del caffè torrefatto in Italia viene esportato. Di questa percentuale, il 60% è destinato alla comunità europea e il 40% ai paesi extra-europei. I nostri torrefattori, grazie all’invenzione delle miscele specifiche dell’espresso, sono riconosciuti a livello internazionale, fama che condividono anche i produttori di macchine per l’espresso. La continua ricerca della qualità e della massima tecnologia nelle attrezzature per la produzione ha reso il caffè italiano un vero prodotto d’eccellenza».

Le esportazioni di caffè, secondo gli ultimi dati Istat, sono in aumento del 13% (5,6 milioni di sacchi), insieme ai consumi apparenti, cresciuti del 4,2%. I dati elaborati dal Comitato italiano del caffè per il periodo gennaio-dicembre 2021 evidenziano un + 9,2% del caffè trasformato in Italia (10,1 milioni di sacchi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sono 7 su 10 gli italiani che considerano il caffè uno dei piaceri della vita e più di 9 su 10 quelli che si definiscono bevitori abituali. Questa è la fotografia che risulta da un’analisi di AstraRicerche commissionata dal Consorzio Promozione Caffè, che racconta il rapporto degli italiani con la tazzina. E se sono svariati i modi per prepararlo e i luoghi dove ognuno preferisce gustarlo, su una cosa gli Italiani sono tutti d’accordo: oltre il 64% continuerà a berlo anche in futuro e addirittura uno su quattro aumenterà i propri consumi. E non solo per il suo sapore unico, bensì per tutte le sensazioni, i valori associati ad esso e per le molteplici e riconosciute proprietà associate alla bevanda.

Il video è fruibile sul sito e sui canali social di Consorzio Promozione Caffè e sul canale YouTube di Unione Italiana Food:

Sito web: https://www.caffebenessere.it/

Instagram: https://www.instagram.com/caffebenessere.it/

Facebook: https://it-it.facebook.com/UIFcaffebenessere/

Canale YouTube Unione Italiana Food: https://www.youtube.com/channel/UCXp6z_9sg1yeaw6OHnjJ-AQ

L’articolo Il Caffè, un rito che ci unisce ogni giorno è un contenuto originale di bargiornale.